giovedì 14 maggio 2026

La IA non potrà sostituire i l MMG dal NYT drssaDanelle Ofri -


Why A.I. Will Never Replace Your Doctor - The New York Times -I’m a Doctor. Here’s What A.I. Cannot Do.


di  Danielle Ofri Dr. Ofri - Ella è un medico generalista a New York ed editrice principale di
 Bellevue Literary Review. 

Questo mio "pezzo" è liberamente derivato dalla lettura dell'articolo della Dottoresssa USA  

Non appena ho scorto il mio paziente in sala d'attesa, ho intuito immediatamente la necessità di un ricovero. Non era un segnale palese come il fiato corto, ma un insieme di dettagli sottili: il ritmo insolito del respiro, uno sguardo smarrito, la tensione delle labbra. Questa capacità di riconoscere immediatamente  che qualcosa non va nella fisiologia di una persona è un'esperienza comune a medici e infermieri, specialmente nella medicina di Medicina Generale (medicicina di famiglia) , dove la profonda conoscenza storica del paziente permette di cogliere ogni minima deviazione dalla norma.

Oggi l'Intelligenza Artificiale (IA) è entrata di forza nella pratica clinica, offrendo un supporto rapido per schematizzare valutazioni, suggerire diagnosi rare o gestire la burocrazia. Tuttavia, l'IA lavora su medie statistiche e modelli astratti; analizza il "caso clinico" di un ottantenne generico, ma non il paziente specifico che il medico ha di fronte. Esiste un divario profondo tra il profilo elaborato dall'algoritmo e l'essere umano reale.

Questa distinzione richiama il mondo della letteratura: una buona scrittura richiede personaggi complessi e vividi, le cui sfumature e scale di grigio  emergono da segnali indiretti. Allo stesso modo, un medico deve saper "leggere", oltre ai dati clinici,referti  strumentali o di laboratorio. L'IA non può comprendere come i traumi personali, le difficoltà economiche o il dolore per un lutto influenzino pesantemente la salute e le scelte di un paziente. Sebbene l'IA sia eccellente nel riconoscere schemi e nell'organizzare informazioni, i suoi "pazienti" sono stereotipi privi di tridimensionalità e di contesto.

La sfida per il futuro della medicina non è l'accesso alle informazioni — ormai monopolio dei database — ma la capacità di applicare tali conoscenze con saggezza. Formare i nuovi professionisti significherà insegnare loro a gestire l'ambiguità, la contraddizione, la complessità del contesto, ambiti in cui le scienze umane eccellono e l'IA fallisce. Un algoritmo può suggerire una terapia corretta secondo le linee guida, ma non può stabilire se quel trattamento sia adatto alla qualità della vita di quella persona specifica in quel dato momento, ed in quel dato contesto famigliare, lavorativo, sociale 

In conclusione, l'IA può essere un utile supporto tecnico, ma la diagnosi e la cura restano un processo non schematico, ma complesso, basato su narrazioni e mappe contestuali . Il medico non è un semplice osservatore esterno, ma un personaggio interno alla  storia del paziente, una storia fatta di decenni di fiducia che nessun software può sostituire o comprendere appieno.


Punti essenziali

  • L'intuizione clinica: Il riconoscimento immediato di una patologia deriva da una conoscenza profonda e viscerale del paziente, che va oltre i semplici dati vitali.

  • Limiti statistici dell'IA: L'intelligenza artificiale valuta medie statistiche e modelli astratti, fallendo nel cogliere l'unicità e la specificità dell'individuo.

  • Complessità umana vs Algoritmi: Fattori emotivi, sociali ed economici influenzano la salute in modi che l'IA non può processare o prevedere.

  • Saggezza vs Intelligenza: Mentre l'IA eccelle nell'elaborazione delle informazioni, spetta al medico la "saggezza" di applicarle in contesti incerti e ambigui.

  • Importanza delle scienze umane: Lo studio delle discipline umanistiche è fondamentale per i medici per imparare a gestire la complessità del carattere e l'incertezza della clinica. Ne eì da tacere che la gestione della complessità e dei sistemi necessità di un approccio scientifico multidisciplinare ( clinico, psicologico, sociale, economico, ecc). Il paradosso sta nel fatto che le stesse scienze hard, dette "stem "(la fisica ,ad es.) sempre più studiano in modo originale le regole e dinamiche dei sistemi complessi (si vedano ad es gli studi del premio Nobel per la Fisica, il prof Parisi, sul volo degli storni, proprio quando  i medici sembrano abbracciare in maniera a volte acritica le logiche dei grandi database, degli algoritmi, della IA. 

  • La relazione medico-paziente: La cura rimane un atto profondamente umano basato sulla storia condivisa e sull'empatia, elementi che rendono l'IA un semplice strumento e non un sostituto.

Microsoft vuole incorporare le vostre cartelle medicihe

 

Mio adattamento del testo nel NYT: 

I Chatbot IA vogliono le vostre cartelle cliniche. Procedete con cautela - NYT - 12 Marzo 2026

Seguendo i passi  di rivali come Amazon e OpenAI, Microsoft sta aggiornando il suo assistente basato su intelligenza artificiale per monitorare la salute degli utenti. Ci sono benefici e rischi da considerare.

Negli ultimi anni, l'industria tecnologica ha convinto le persone che i chatbot IA migliorano proporzionalmente ai dati forniti. Il passo successivo è spingere gli utenti a condividere le informazioni più sensibili: le cartelle cliniche. Microsoft ha presentato uno strumento che permette a Copilot di aggregare dati da vari fornitori sanitari e dispositivi indossabili (come l'Apple Watch) per offrire una panoramica generale sulla salute dell'utente.

Tuttavia, medici ed esperti di privacy avvertono che, sebbene ciò possa aiutare a orientarsi in un sistema sanitario complesso e costoso, la centralizzazione di dati così sensibili espone a gravi rischi di attacchi informatici e sorveglianza legale. Inoltre, i chatbot non sono soggetti alle rigide leggi HIPAA sulla privacy sanitaria che vincolano i medici. Resta infine il dubbio sull'affidabilità: studi dimostrano che le 


IA possono ancora fornire diagnosi errate o ignorare emergenze gravi, rischiando di causare ansia inutile o, al contrario, sottovalutare sintomi critici.


Punti Principali

  • Aggregazione dei dati: Microsoft (seguendo l'esempio di Amazon, OpenAI e Anthropic) sta integrando le cartelle cliniche con i dati dei dispositivi indossabili (Apple Watch, Fitbit) nel proprio chatbot Copilot per fornire una sintesi sullo stato di salute.
  • Accessibilità contro complessità: I sostenitori sostengono che l'IA possa aiutare i pazienti a districarsi tra cartelle cliniche frammentate e offrire un'alternativa a basso costo per ottenere informazioni sulla salute in un sistema sanitario sempre più costoso.
  • La posizione di Microsoft: L'azienda sostiene che i dati sono crittografati e che  non saranno adoperati per pubblicità o per l'addestramento dell'IA, e che, infine,  lo strumento è destinato a fornire “orientamento e supporto” piuttosto che diagnosi mediche formali.
  • Privacy e rischi legali: A differenza degli operatori sanitari, le aziende tecnologiche non sono vincolate dalle normative HIPAA. I dati sanitari centralizzati creano comunque una “miniera d'oro” per gli hacker e rendono più facile per le forze dell'ordine accedere a informazioni personali sensibili.
  • Preoccupazioni sull'accuratezza: La ricerca indica che i chatbot spesso non sono migliori delle ricerche sul web nel diagnosticare le condizioni e possono non riconoscere le emergenze potenzialmente letali.
  • Rischio di disinformazione: È noto che i modelli di IA possono “avere allucinazioni” o fornire consigli pericolosi (ad esempio, suggerendo sostanze tossiche o trascurando un'insufficienza respiratoria), il che può causare danni fisici o visite mediche non necessarie dovute all'ansia.

Africa dice No_a _dazione_Datimedici_IlManifesto3maggio.jpg

 Ecco la mia parafrasi del testo e, a seguire, l'analisi dei punti essenziali.

Parafrasi del testo

Il governo del Ghana ha respinto la firma di un trattato bilaterale sulla sanità con gli Stati Uniti. Sebbene Washington avesse stabilito la scadenza del 24 aprile per chiudere le trattative, Accra ha ritenuto inaccettabili le condizioni offerte. L'accordo prevedeva un investimento complessivo di 300 milioni di dollari (109 milioni dagli USA e il resto a carico del Ghana in un arco di cinque anni). Tuttavia, come spiegato da Arnold Kavaarpuo (Commissione protezione dati ghanese), l'intesa avrebbe comportato il trasferimento della gestione dei dati sanitari nazionali a un'organizzazione estera. Accettare il progetto significava cedere il controllo non solo sulle cartelle cliniche, ma anche sui software di gestione, sui sistemi di reportistica e sulle strutture informatiche dei dati stessi.

È un caso raro in cui si riescono a conoscere  così a fondo i dettagli di una bozza di accordo che non è andata a buon fine proprio a causa delle clausole imposte dagli USA, che esigevano la condivisione di dati sensibili in cambio di supporto tecnologico. Problemi identici hanno portato al fallimento delle trattative con lo Zimbabwe e al blocco giudiziario di un accordo simile in Kenya, dove i consumatori si sono chiesti chi avrebbe gestito questi dati, con quali finalità e chi avrebbe tratto profitto da eventuali scoperte farmaceutiche derivate.

Kavaarpuo ha sottolineato che il contratto avrebbe permesso a enti americani di consultare informazioni riservate senza serie tutele e senza il preventivo consenso del Ghana; venivano coinvolte sino a dieci diverse organizzazioni statunitensi autorizzate ad accedere a dati e metadati per qualsiasi scopo. Nonostante il rifiuto attuale, la partita non è chiusa del tutto: Accra spera di rinegoziare termini migliori, forse prendendo a modello gli accordi (ritenuti più giusti ) stabiliti  con l'Unione Europea per l'accoglienza di migranti rimpatriati.

Nonostante queste resistenze, insiste la strategia americana (iniziata sotto Trump) che punta a ottenere l'accesso totale ai dati sanitari dei paesi partner in cambio di fondi: ad oggi, gli Stati Uniti hanno già siglato 32 accordi simili in Africa e America Latina, movimentando oltre 20 miliardi di dollari.


Punti essenziali

  • Rifiuto del Ghana: Il Ghana ha detto "no" all'accordo sanitario con gli USA perché considerato lesivo della sovranità digitale e della privacy nazionale.

  • Sovranità dei dati: La critica principale riguarda l'esternalizzazione dell'intera infrastruttura dei dati sanitari a enti stranieri che così avrebbero avuto accesso non solo alle informazioni, ma anche ai modelli e agli strumenti informatici (reporting e dashboard).

  • Mancanza di tutele: L'accordo avrebbe permesso a circa dieci organizzazioni statunitensi di accedere ai dati sensibili senza autorizzazione preventiva da parte del governo ghanese e per scopi non meglio specificati.

  • Precedenti in Africa: Il Ghana non è solo; anche nello Zimbabwe e in Kenya hanno messo in atto Stop simili  per gli stessi timori legati allo sfruttamento dei dati sanitari (bio-pirateria o controllo farmaceutico).

  • Strategia "America First": Nonostante i fallimenti locali, la politica statunitense di scambiare finanziamenti (miliardi di dollari) con l'accesso incondizionato ai dati sanitari è già realtà in 32 paesi. Secondo l'Audotre si profila così una sorta di approccio "predatorio".

  • Trattativa aperta: Il rifiuto del Ghana potrebbe essere una mossa tattica per ottenere condizioni economiche o di controllo più vantaggiose, citando come termine di paragone la gestione dei flussi migratori con l'UE.