venerdì 20 marzo 2026

i travagli dei SIO (Sintemi informatico Ospedaliero) e le gimkane dei pazienti

Un paziente del Nord Italia si reca in un grande ospedale per eseguire una Risonanza magnetica.

Deve pagare il ticket: prova ad usare i tre terminali disponibili e non riesce a pagare, nonostante sia una persona avvezza da decenni all'uso di PC e schermi tattili. Allora si reca dal portiere all'ingresso che gli suggerisce di recarsi alle casse con impiegati addetti. Alle casse fanno di tutto e la coda per il pagamento del ticket va a rilento. Dopo 15 minuti di attesa il paziente esce anche perché sa che al parcheggio dovrà già pagare almeno 6 euri, dato il tempo trascorso tra esame e tentativi di pagamento. 

A casa paga il ticket mediante uso dello Spid

Dopo alcuni giorni va sul sito ospedaliero con Spid e password del caso per scaricare i risultati. Nota che  è facile scaricare il pdf del testo della risposta; ma lo scarico delle immagini non parte. Nei giorni successivi addirittura  manca il link allo scarico delle immagini.
Siccome deve presentare allo specialista non solo il testo ma anche le fondamentali immagini dell'esame, scrive all'URP  presentando la situazione critica: il sito ospedaliero sembra non fornire le immagini che egli deve a giorni presentare allo specialista.

Dopo la protesta all'URP, il paziente viene chiamato dal un tecnico che lo guida passo-passo: prima 10 minuti con due volte l'immissione di Spid;  quindi il tecnico avverte il paziente di stare in contatto con lui  sino a che il file immagini non venga scaricato del tutto . Altri 10 minuti per un totale di 20 minuti. Il file immagini, dal SIO scaricato in 10 minuti,  e' inferiore ai 450 MB;  sappiamo che normalmente che il download  dalla Rete di programmi  di questa dimensione occupa  2 o al massimo 3 minuti.
Mi chiedo: ma come fa un utente normale, magari anziano e che non protesta, ad ottenere questo indispensabile servizio?

Chiedo lumi ad un dipendente molto ferrato che mi dice che queste disfunzioni (le casse, la lentezza dello scarico delle immagini, ecc, ecc) secondo lui dipendono dal nuovo Sistema Informatico Ospedaliero, che da due anni non è ancora  funzionante in maniera accettabile. E' un sistema che sembra avere un legame con aziende americane e che è presente in alcuni centri ospedalieri di varie regioni italiane.  Un ingegnere che lavora per simili sitemi negli  USA mi dice che negli USA un nuovo Sistema Informatico Ospedaliero non viene mai  avviato così improvvisamente. Invece in quegli ospedali statunitensi si crea il nuovo sistema "gemello" che per mesi non parte mentre intanto acquisisce le funzioni del vecchio sistema che continua a funzionare. Solo quando si è sicuri,  dopo svariati mesi, viene lanciato il nuovo sistema che ha  ormai inglobato le funzioni di quello precedente. 

Secondo questo ingegnere invece in alcuni ospedali italiani, il nuovo Sistema Informatico Ospedaliero sostituisce immediatamente e del tutto quello precedente. Da ciò potrebbero derivare svariati malfunzionamenti, problemi ergonomici al personale sanitario e infine percorsi a lenta e barocca gimkana, percorsi  subiti dai pazienti che così corrono il  rischio di aumento di latenza delle risposte per esami importanti.

Sarebbe bene che autorità ordinistiche, scientifiche indipendenti e lo stesso Ministero della Sanità approfondiscano e chiariscano i dubbi dei pazienti e degli operatori sanitari, non poche volte inviperiti per tali - a loro dire-  malfunzionamenti.


Questa vicenda mi ricorda la triste vicenda dei Boeing 737  precipitato anni fa in India. L’esperto Bodoni attribuì parte del problema al fatto che si era tenuto lo stesso nome per un aeroplano abbastanza diverso e con motori più potenti. I piloti avrebbero dovuto ricevere dei caveat e un investimento massiccio di formazione ad hoc; si pensava,  invece, che il software più moderno  riducesse la necessità di spendere soldi in formazione ad hoc.

 

Da tutto ciò deriviamo la regola: software nuovo senza idonea formazione e senza idonea fase-pilota=danno probabile. E oggi sia gli aggiornamenti del singolo software medico sia di interi sistemi Informatici (ad es e per l'appunto i SIO) sono legati proprio alla Rete. Un nuovo sviluppo tecnologico, spesso immaturo, ci ricorda che sviluppo è diverso da progresso. Un reale progresso si ha quando si armonizzano insieme, in tempi non affrettati, i progettisti del software in collaborazione sia con gli utilizzatori di queste innovazioni  nelle prime fasi-pilota; sia, poi, con una educazione continua ben organizzata;  sia infine con la rapida accettazione, da parte delle aziende produttrici di SIO, degli errori e migliorie prospettate dagli utenti.


Francesco Del Zotti