mercoledì 30 ottobre 2024

Rocella, scudi ,in parte bucati, a difesa del segreto professionale

 Rocella, scudi, in parte bucati, in difesa del segreto professionale

 

La pretesa, rivolta ai medici dal ministro Rocella, di segnalare le donne che hanno praticato GPA ha sollevato una giusta alzata di scudi da parte dei medici e di varie forze sociali.


I medici sono tenuti dal giuramento di Ippocrate, da sempre, a mantenere il segreto professionale e a svolgere la professione indipendentemente dai poteri politici o economici.

L' episodio mi ricorda il rifiuto di alcuni anni fa da parte dei medici inglesi , a cui le autorità chiedevano di dare loro l'indirizzo di casa degli stranieri, e quindi anche degli irregolari.

Il problema è che la levata di scudi mi richiama l'idea che da anni vari nostri scudi sono bucati.  


Su chiamata di Stato e Regioni, per "semplificare" il sistema e "arricchirlo" di dati medici regionali e statali, noi medici e noi cittadini abbiamo collaborato, forse non avendo considerato le ripercussioni di tale partecipazione al "festival" della condivisione dei delicatissimi dati professionali.  Svariati segreti professionali  vanno ormai da anni  dal nostro PC ai pochi grandi server pubblici. Questi ultimi, come la recente cronaca dimostra, sono sempre più attaccabili ed in mano agli hacker. E, inoltre,  le istituzioni pubbliche mi sembrano a volte  pronte a condividere i dati con le grandi aziende private, USA, dell’ intelligenza artificiale. Poco tempo fa DeepMind (di Google) ha acquisito milioni di dati medici, senza chiaro consenso da parte dei pazienti inglesi.  E anni fa il governo Renzi e la regione Lombardia stavano per consegnare i dati medici dei lombardi all’IBM, in cambio di una promessa di assunzioni nella zona dell’ex expo (potete leggere in Rete un articolo del giornalista Barbacetto). 

Forse è ora che medici e pazienti scendano dalle Ferrari senza freni di questa condivisione di dati sensibili, pubblici e privati, e richiedano la rifondazione del rapporto Rete, medici, cittadini e Istituzioni pubblico-private , su altre basi: più sicurezza e inalterabilità dei documenti;  più rispetto del segreto e rapporto fiduciario; maggiore accesso e controllo per visione dei propri  dati da parte di singoli cittadini o singoli medici.

Ci dicono di consegnare ai grandi database i dati nostri e dei nostri pazienti, a volte anonimizzati a volte non anonimizzati, così da permettere  ricerche di più vasta portata. Ma per quali fini? Pe le finalità degli uffici per il controllo delle spese regionali o della Sogei, terminale del ministero delle finanze?  Per le finalità di una elite  di analisti dei dati, elite ben legata ai poteri costituiti?  
Temo che sarà sempre più difficile ciò che era del tutto fattibile nell’era del PC pre-Rete: self-audit e ricerche in piccoli gruppi di MMG. 
E mi auguro che i server in mano a noi ( Associazioni culturali, Sindacati, Cooperative) non copino la tendenza dei grandi server pubblici e privati. Bisogna consentire ad ogni medico a non sacrificare il controllo sui propri dati per aderire,quasi passivamente,  a  progetti di gruppo di gestori di server lontani .  

L’ideale è associare il self-audit e altre  ricerche  Bottom-up  con la possibilità di collaborare a progetti di vasti gruppi di MMG, ove comunque anche il singolo MMG abbia diritto a presentare qualche interessante Audit o ricerca sul database del grande gruppo. 

E, inoltre,  ogni medico dovrebbe essere in grado di conoscere più profondamente i livelli di investimento , qualità del personale e tecnologie della cybersicurezza sia dei server pubblici sia di quelli  gestiti da associazioni, cooperative di MMG.


Invece, probabilmente sarà sempre più difficile accedere ai propri dati  per comuni cittadini o medici. Ed egualmente  forse sarà difficile l’accesso anonimizzato alla massa di dati persino per gli esperti INDIPENDENTI: esperti di ricerca e ingegneri indipendenti, esperti indipendenti di legislazione in merito a segreto professionale nelle banche dati.

Pensiamoci, la cronaca di questi giorni è illuminante come il sole: questi database e questi server in Rete così come sono oggi in Italia  sono assai pericolosi per la tenuta democratica e per la professione. 
E’ ora di rinsavire e  di cambiare.

 

Francesco Del Zotti

 

mercoledì 16 ottobre 2024

Sogei, Musk e il FSE

 Alcuni fa in una riunione sindacale con centinaia di MMG, tra cui il sottoscritto, l'allora dirigente di Sogei (non quello indagato oggi) ci fornì due risposte che oggi si rivelano sconcertanti: 

A) ad un collega che gli domandava come mai  dati sanitari delicati fossero gestiti da Sogei ( Vedi Nota 1 ), parte del Ministero delle finanze, e non da Ministero della Sanità , il dirigente rispose: ora non riesco a rispondere, mi porto la domanda a casa

B) L'altra domanda era: siamo sicuri che questi dati resteranno solo pubblici e non avranno relazioni con le Big aziende americane?  Il Dirigente rispose che si costruivano appunto grandi contenitori pubblici proprio per ostacolare l'ingresso e l'influenza delle grandi aziende private USA

Oggi invece scopriamo che il numero due di Sogei è indagato; e,  per sospetti appalti con Starlink, è anche indagato un uomo molto vicino a Musk: il tecnico Stroppa.  Mi sa che siamo oltre l'indipendenza decantata da quel dirigente.

Vedo svariati progetti telematici che tendono a far concentrare i dati delicati di noi medici e e dei nostri pazienti  verso questi grandi contenitori pubblici che in qualche modo o  sono già osmotici o lo diventeranno con le grandi aziende USA dei Big Data e dell'intelligenza artificiale. 

Nello stesso tempo noto che svariate aziende in Cloud (comprese aziende pubbliche regionali, che "regalano" i software ai MMG) hanno eliminato o lasciato al lumicino le funzioni estrattive (booleane e-o sql) che per decenni hanno permesso ai MMG di eseguire in proprio dei self-audit ed il controllo di qualità su variabili di loro scelta.


Dobbiamo porre il massimo di attenzione: la nostra professione, antica di 2400 anni, non può morire ad opera di aziende informatiche e telematiche sorte pochi decenni fa. 

Qui varie categorie di professionisti ( quei farmacisti che collaborano con diagnosi in proprio o a distanza;ingegneri e manager dell'informatica e della telematica) stanno rasentando l'abuso di professione medica. Dobbiamo reagire fortemente, dotandoci dei migliori legali e ingegneri, indipendenti che passino al contrattacco, anche legale; e magari pubblicizzando il nostro disagio con acquisti di intere pagine di giornali.

Francesco Del Zotti

Nota 1 : dal sito Sogei ,( https://www.sogei.it/it/sogei-homepage/soluzioni/sistema-tessera-sanitaria.html#07

Dati sanitari da loro gestiti :  Tessera sanitaria, Ricetta elettronica,Anagrafe Nazionale degli Assistiti (ANA), Dati di spesa sanitaria a supporto della dichiarazione dei redditi precompilata, Esenzioni sanitarie per reddito,Certificati di malattia,Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)https://www.sogei.it/it/sogei-homepage/soluzioni/sistema-tessera-sanitaria.html#07

domenica 13 ottobre 2024

Firefox: tu quoque...

I Medici usano i browser e motori di ricerca, anche in ambulatorio davanti ai pazienti. Bisogna essere consapevoli che la navigazione può  profilare la nostra delicata professione e quindi il comportamento e problemi dei pazienti e degli stessi medici. Perciò bisogna usare i browser e motori di ricerca più affidabili

 Ebbene, leggo sull'autorevole sito dell'associazione legale europea NOYB ( Not Your Business) che anche l'indipendente Firefox ha introdotto un trucchetto: "la privacy preserving feature" , che consente a Mozilla-firefox di tracciare il comportamento dell'utente sui siti web.

Insomma bisogna riporre la fiducia in qualche browser e motore di ricerca, ma mai ad occhi chiusi

Io ora preferisco il motore di ricerca duckduckgo ( e Non il profilante motore Google) che è noto per  Non profilare (sino a prova contraria), per ridurre al minimo cookies e spam e che e' presente come App per cellulari sia su Android si sua Apple ;  è anche possibile installarlo come estensione sui principali browser

Un consiglio importante: nelle preferenze andate a *motore di ricerca di default *, scorrete la tendina e scegliete  duckduckgo come motore; lo si puo fare  persino nel browser Google


Francesco Del Zotti

martedì 8 ottobre 2024

SIGNAL uber alles. Inoltre Signal : "piccolo è bello"

Uso, come una minoranza di noi, la Chat  di Messaggistica Signal, invece che quelle più famose di WhatsApp e Telegram

Molti amici mi rimproverano: "perché non vuoi essere con noi. tra piu vasti gruppi di amici e colleghi?"

Be' vorrei rispondere  intanto riprendendo uno stralcio dell' ottimo articolo comparso alcuni gg fa sul Quotidiano Domani 

"Altro che Telegram, il top è Signal. Ecco il vero paladino della privacy"
di Andrea Signorelli Domani, 25 settembre
 
Vorrei estrapolare una frase citata dal giornalista.
"Come segnalato dall'esperto di digitale Vincenzo Cosenza, Signal è l'unica piattaforma che non raccoglie alcun dato sugli utenti. Telegram ne raccoglie 3, WhatsApp arriva a 9 e Messenger addirittura a 14"


Signal offre una crittografia end-to-end e non raccoglie metadati, garantendo la massima privacy nelle comunicazioni. Ricordiamo che sebbene Whatsapp ha la cifratura "end to end", esso conserva i Metadati (ad es chi ha mandato il messaggio a chi; e a che ora) che incrocia   con le altre sue piattaforme  Meta: e cioè Facebook e Istagram 

Anche la Commissione europea ha consigliato ai suoi parlamentari l'uso di Signal per garantire la sicurezza delle comunicazioni.


 Inoltre mentre Meta e telegram sono sotto super-padroni (Zuckerberg, Durov), Signal e' una fondazione etica, presieduta da una professoressa americana che ha collaborato con il cane da guardia delle grandi aziende telematiche, e cioè con l'esperta  nominata da Biden: la signora Kahn). Signal inoltre si avvale di un fondatore geniale: la crittografia end-to-end nasce dalla testa di Moxie Marlinspike, che poi ha dato la crittografia a Whattsapp.

Quanto al fatto che Signal e' molto più piccola delle altre due, non si deve desumere che siamo obbligati per forza a usare la App dei tanti, appartenenti ai chiacchieratissimi Zuckerberg o Durov. Cosi facciamo un favore proprio alle 5 Big (sigla Gafam: Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft).

Io ad esempio uso il motore di ricerca non profilante *duckduckgo*, minoritario rispetto al massiccio uso del motore di ricerca di Google. Ma anche qui se si sta sotto Google poi non bisogna lamentarsi del rischio di venire profilati. E inoltre gli esperti dicono che la qualità delle risposte di Google e' andata peggiorando: Google per questa natura profilante rischia di infarcire la lista delle risposte e  peggiorne la qualità.

Insomma *piccolo e' bello*; e aiutare i piccoli, diversi e indipendenti da certe logiche, li aiuta ad essere meno piccoli

Vorrei concludere dicendo che ritengo   Signal un Sistema di Messaggistica  sicuro ed etico per comunicazioni tra Medici

E la crittografia tra medici (che devono mantenere il segreto professionale ovunque, anche in Rete) e' stata da molti anni auspicata da uno dei massimi esperti di Cybersecurity ( il Prof Anderson di Cambridge).


Francesco Del Zotti

martedì 1 ottobre 2024

Faciloneria uber allles ?

 Nel numero culturale di  questa domenica del Sole24ore, si leggono queste righe di Monsignor Ravasi,  che citano all'inizio un pensiero illuminante di Italo Calvino:


CALVINO: " Puntare solo sulle cose difficili, eseguite alla perfezione, le cose che richiedono sforzo; diffidare della facilità, della faciloneria, del fare tanto per fare. Puntare sulla precisione, tanto nel linguaggio quanto nelle cose che si fanno".

MONS. RAVASI commenta: " Così rispondeva Italo Calvino ad Alberto Sinigaglia che lo intervistava nel 1982. Le sue sono parole spoglie di ornamenti e, proprio per questo, incisive. Lo sono anche e soprattutto oggi, a distanza di oltre quarant'anni, quando la tecnologia sembra aver reso tutte le cose agevoli, comode e apparentemente facili. Ed è così che si scivola nella faciloneria"

Noi medici e noi cittadini-pazienti  siamo sempre più vittime di questa ideologia. Vogliamo come pazienti evitare di andare in ambulatorio? Tutto risolto, con la ricetta dematerializzata. Ma questa soluzione "facile" riduce l'occasione di contatto e prossimità tra medico e paziente. L'andare in ambulatorio per ritirare le ricette ripetute non è solo una perdita di tempo. No, è un'opportunità per il medico di avvisare il paziente (direttamente o attraverso un post-it sulla ricetta cartacea)  che è tempo di  eseguire un esame legato al farmaco, la cui dose dipende proprio da quell'esame.

Vogliamo evitare una visita domiciliare? Nessun problema : inviamo una immagine radiologica o dei nostri esami via WhatsApp e aspettiamo subito dal medico una telefonata "risolutiva".
E così si riducono al lumicino le colonne portanti dal rapporto medico-paziente: le visite in prossimità, in ambulatorio o a domicilio.

Ogni facilitazione e' parente di una idea fuorviante: andare dritti e velocemente verso il bersaglio; così si rischia di sbattere contro il muro. E invece  spesso non  sono le scorciatoie le vie migliori, ma le "allungatoie" che richiedono creatività, il tempo dello studio e dello sforzo richiamato da Calvino

Francesco Del Zotti