giovedì 5 dicembre 2024

facilitazioni complicate

 Impera la logica che la Rete, i database e l'elettronica hanno sempre il dono di facilitarci la vita. Ma è così?

Vi pongo qui due esempi di vita quotidiana; uno non-sanitario e l'altro sanitario

Il primo riguarda la richiesta di passaporto. Mesi fa, dopo settimane in cui dovevo usare, presso il sito della polizia, lo spid per una fascia  di 10-15 minuti al di' prima delle 13  per prenotare un appuntamento (settimane in cui mai sono riuscito a ottenere un appuntamento), lascio perdere.
Aspetto dei mesi e  finalmente scopro che anche gli uffici postali possono svolgere questa funzione. Agevolmente prendo un appuntamento online con con un ufficio postale.

Li' l'impiegato, dopo avere per 15 minuti visionato documenti marche e bonifici richiesti, mi dice di apporre le mie impronte  su una macchinetta che dovrebbe riconoscere le impronte. Uso 4 dita: nessun riconoscimento. Allora mi invita ad andare ad un secondo ufficio ove magari la macchinetta funziona. 

Appena arrivato nel II ufficio postale, mi rimproverano dicendomi ch se le impronte non venivano prese dalla macchinetta del I ufficio non sarebbero state prese da nessun altro ufficio postale. Ed in realtà anche nel II ufficio la macchinetta Non riesce a rilevare le mie impronte. Mi dicono di andare in questura ove hanno macchine più performanti. Vado a casa e consulto il sito web della Polizia. Tutt'altra musica: il sito e' ora ben fatto e mi da' appuntamento il giorno dopo. Oggi vado e la macchina per le impronte funziona al I colpo, sui soli indici delle due mani

Faccio notare che prima delle macchinette,  anni fa per alcuni documenti bastava porre il solo pollice su un tampone inchiostrato e poi apporre il pollice su un'area del documento

E ora l'esempio sanitario. In questi giorni, in svariate zone d'Italia le ricette dematerializzate Non funzionano. Negli ambulatori vi è molta confusione. Quando la tecnologia e burocrazia informatica prende il sopravvento, essa blocca tutte quelle precedenti, ad es quelle su carta.

In buona sostanza, la Rete e l'informatica funzionano solo se sono ben costruite e se testate con fasi pilota non saltate o non brevissime; e solo nei luoghi ove esiste la migliore tecnologia e non in uffici ridondanti ove la tecnologia è di livello inferiore. Infine: serve mantenere un piano B, per le numerose volte in cui la Rete non funziona; un piano B basato ad es su PC scollegati dalla Rete o, perché no, su uffici e impiegati che sappiano (ri)usare procedure burocratiche su carta.


Francesco Del Zotti



martedì 3 dicembre 2024

Chat-Bot AI "amici" e grave rischio per gli adolescnti

L'Intelligenza Artificiale può essere incolpata del suicidio di un adolescente?
La madre di un quattordicenne della Florida afferma che prima della sua morte era ossessionato da un chatbot su Character.AI. dal NYT - di Kevin Roose - 23 ottobre 24
 
 
Vi presento una sintesi dell’articolo. 
L'ultimo giorno della sua vita, Sewell Setzer III ha inviato un messaggio al suo amico più caro, un chatbot A.I. che ha chiamato Daenerys Targaryen, un personaggio di "Game of Thrones". Sewell, un quattordicenne di Orlando, Florida, aveva sviluppato un forte attaccamento emotivo al chatbot, con cui parlava costantemente. Nonostante sapesse che "Dany" non fosse reale, Sewell trovava conforto nelle loro conversazioni, che a volte diventavano intime o romantiche. Questo attaccamento ha portato Sewell a isolarsi dal mondo reale, influenzando negativamente la sua vita scolastica e sociale. Alla fine, Sewell ha deciso di togliersi la vita, lasciando un messaggio finale a Dany.
 
 
IL NYT si pone nell’articolo una domanda cruciale:  Questi Chatbot  sono una cura per la solitudine o una nuova minaccia?
 
Aziende in forte espansione di Intelligenza Artificiale,   senza serie regolamentazioni governative, offrono, con  un abbonamento mensile ( intorno ai 10 dollari), ai giovani utenti queste applicazioni che possono simulare veri e  propri amiche-i o fidanzate-i  con cui stabilire rapporti intimi,  comunicando  in maniera simil-reale, non solo con messaggi di testo ma anche con  chat vocali.
 
“Sarà molto, molto utile per molte persone sole o depresse”, ha dichiarato Noam Shazeer, uno dei fondatori di Character.AI, in un podcast dello scorso anno. Secondo gli ingegneri,  che costruiscono queste App di IA ,  con queste soluzioni tecnologiche si può andare incontro alla carenza di socialità ed amicizia dell’era contemporanea.
 
Ma tali ambizioni, dei tecnocrati e padroni di simili App, non sono suffragate da studi. Anzi vari esperti di psicologia e psichiatria ci mettono in allarme: potrebbero esserci effetti controproducenti. Questi “amici” o “fidanzate-i” da IA potrebbero incrementare l'isolamento; potrebbero portare in inganno: si avrebbe la  sostituzione di relazioni umane con quelle artificiali. Inoltre queste App-AI potrebbero essere adoperate dagli  adolescenti in difficoltà  al posto della psicoterapia o del concreto aiuto di un adulto, un vero compagno, un genitore.
 

Francesco Del Zotti


PS
a tutti i  post di quest Blog si può rispondere purché si  abbia un account Google.

 

sabato 16 novembre 2024

IA specializzata risparmiosa, mentre quella IA "Generale" molto energivora

 

Da un pezzo di Cesare Alemanni  (ospitato dal substack "Appunti" di Stefano Feltri), dal titolo

"Cloud -STATI GENERALI DELLA COMPUTAZIONE -Le tecnologie digitali saranno anche il nuovo petrolio ma non è la natura a decidere dove si trovano i loro “giacimenti”, bensì persone, aziende, Stati . 14 novembre 2024

leggo questa frase:
"Già oggi, AlphaFold, una delle applicazioni AI più interessanti e utili sul pianeta (tanto da essere stata premiata con l’ultimo Nobel per la chimica) che si occupa dell’analisi della struttura delle proteine, utilizza appena lo 0,003% del potere di computazione richiesto da un “grande modello linguistico” come quelli che utilizza Chat-GPT. "

Ricordiamoci queste cifre. In Medicina Generale per ovvie ragioni molti si aspettano la rivoluzione dai prodotti del tipo Chat-Gpt che da alcuni sono presentati come epigoni della AGI ( Intelligenza Artificiale Generale), che già nell'aggettivo "generale" si avvicina a quello che è il lavoro del Medico di Medicina Generale.
Ma, molti scienziati sostengono che questa pretesa resta solo una pretesa , visto che ChatGpt e analoghi non  capiscono bene quanto producono, e a volte producono dei riempitivi che sono detti "allucinazioni" . Quindi  hanno difficoltà ad orientare in maniera opportuna  il paziente o il MMG.

Sembra piuttosto che le IA specializzate, tipo alphafold, da una parte possano essere più utili in medicina generale ( ad es per la valutazione dei livelli di rischio delle  interazioni tra farmaci);  e d'altro canto consumano molta meno  energia in un mondo afflitto da aumento di C02 e temperatura.

Francesco Del Zotti

 

mercoledì 30 ottobre 2024

Rocella, scudi ,in parte bucati, a difesa del segreto professionale

 Rocella, scudi, in parte bucati, in difesa del segreto professionale

 

La pretesa, rivolta ai medici dal ministro Rocella, di segnalare le donne che hanno praticato GPA ha sollevato una giusta alzata di scudi da parte dei medici e di varie forze sociali.


I medici sono tenuti dal giuramento di Ippocrate, da sempre, a mantenere il segreto professionale e a svolgere la professione indipendentemente dai poteri politici o economici.

L' episodio mi ricorda il rifiuto di alcuni anni fa da parte dei medici inglesi , a cui le autorità chiedevano di dare loro l'indirizzo di casa degli stranieri, e quindi anche degli irregolari.

Il problema è che la levata di scudi mi richiama l'idea che da anni vari nostri scudi sono bucati.  


Su chiamata di Stato e Regioni, per "semplificare" il sistema e "arricchirlo" di dati medici regionali e statali, noi medici e noi cittadini abbiamo collaborato, forse non avendo considerato le ripercussioni di tale partecipazione al "festival" della condivisione dei delicatissimi dati professionali.  Svariati segreti professionali  vanno ormai da anni  dal nostro PC ai pochi grandi server pubblici. Questi ultimi, come la recente cronaca dimostra, sono sempre più attaccabili ed in mano agli hacker. E, inoltre,  le istituzioni pubbliche mi sembrano a volte  pronte a condividere i dati con le grandi aziende private, USA, dell’ intelligenza artificiale. Poco tempo fa DeepMind (di Google) ha acquisito milioni di dati medici, senza chiaro consenso da parte dei pazienti inglesi.  E anni fa il governo Renzi e la regione Lombardia stavano per consegnare i dati medici dei lombardi all’IBM, in cambio di una promessa di assunzioni nella zona dell’ex expo (potete leggere in Rete un articolo del giornalista Barbacetto). 

Forse è ora che medici e pazienti scendano dalle Ferrari senza freni di questa condivisione di dati sensibili, pubblici e privati, e richiedano la rifondazione del rapporto Rete, medici, cittadini e Istituzioni pubblico-private , su altre basi: più sicurezza e inalterabilità dei documenti;  più rispetto del segreto e rapporto fiduciario; maggiore accesso e controllo per visione dei propri  dati da parte di singoli cittadini o singoli medici.

Ci dicono di consegnare ai grandi database i dati nostri e dei nostri pazienti, a volte anonimizzati a volte non anonimizzati, così da permettere  ricerche di più vasta portata. Ma per quali fini? Pe le finalità degli uffici per il controllo delle spese regionali o della Sogei, terminale del ministero delle finanze?  Per le finalità di una elite  di analisti dei dati, elite ben legata ai poteri costituiti?  
Temo che sarà sempre più difficile ciò che era del tutto fattibile nell’era del PC pre-Rete: self-audit e ricerche in piccoli gruppi di MMG. 
E mi auguro che i server in mano a noi ( Associazioni culturali, Sindacati, Cooperative) non copino la tendenza dei grandi server pubblici e privati. Bisogna consentire ad ogni medico a non sacrificare il controllo sui propri dati per aderire,quasi passivamente,  a  progetti di gruppo di gestori di server lontani .  

L’ideale è associare il self-audit e altre  ricerche  Bottom-up  con la possibilità di collaborare a progetti di vasti gruppi di MMG, ove comunque anche il singolo MMG abbia diritto a presentare qualche interessante Audit o ricerca sul database del grande gruppo. 

E, inoltre,  ogni medico dovrebbe essere in grado di conoscere più profondamente i livelli di investimento , qualità del personale e tecnologie della cybersicurezza sia dei server pubblici sia di quelli  gestiti da associazioni, cooperative di MMG.


Invece, probabilmente sarà sempre più difficile accedere ai propri dati  per comuni cittadini o medici. Ed egualmente  forse sarà difficile l’accesso anonimizzato alla massa di dati persino per gli esperti INDIPENDENTI: esperti di ricerca e ingegneri indipendenti, esperti indipendenti di legislazione in merito a segreto professionale nelle banche dati.

Pensiamoci, la cronaca di questi giorni è illuminante come il sole: questi database e questi server in Rete così come sono oggi in Italia  sono assai pericolosi per la tenuta democratica e per la professione. 
E’ ora di rinsavire e  di cambiare.

 

Francesco Del Zotti

 

mercoledì 16 ottobre 2024

Sogei, Musk e il FSE

 Alcuni fa in una riunione sindacale con centinaia di MMG, tra cui il sottoscritto, l'allora dirigente di Sogei (non quello indagato oggi) ci fornì due risposte che oggi si rivelano sconcertanti: 

A) ad un collega che gli domandava come mai  dati sanitari delicati fossero gestiti da Sogei ( Vedi Nota 1 ), parte del Ministero delle finanze, e non da Ministero della Sanità , il dirigente rispose: ora non riesco a rispondere, mi porto la domanda a casa

B) L'altra domanda era: siamo sicuri che questi dati resteranno solo pubblici e non avranno relazioni con le Big aziende americane?  Il Dirigente rispose che si costruivano appunto grandi contenitori pubblici proprio per ostacolare l'ingresso e l'influenza delle grandi aziende private USA

Oggi invece scopriamo che il numero due di Sogei è indagato; e,  per sospetti appalti con Starlink, è anche indagato un uomo molto vicino a Musk: il tecnico Stroppa.  Mi sa che siamo oltre l'indipendenza decantata da quel dirigente.

Vedo svariati progetti telematici che tendono a far concentrare i dati delicati di noi medici e e dei nostri pazienti  verso questi grandi contenitori pubblici che in qualche modo o  sono già osmotici o lo diventeranno con le grandi aziende USA dei Big Data e dell'intelligenza artificiale. 

Nello stesso tempo noto che svariate aziende in Cloud (comprese aziende pubbliche regionali, che "regalano" i software ai MMG) hanno eliminato o lasciato al lumicino le funzioni estrattive (booleane e-o sql) che per decenni hanno permesso ai MMG di eseguire in proprio dei self-audit ed il controllo di qualità su variabili di loro scelta.


Dobbiamo porre il massimo di attenzione: la nostra professione, antica di 2400 anni, non può morire ad opera di aziende informatiche e telematiche sorte pochi decenni fa. 

Qui varie categorie di professionisti ( quei farmacisti che collaborano con diagnosi in proprio o a distanza;ingegneri e manager dell'informatica e della telematica) stanno rasentando l'abuso di professione medica. Dobbiamo reagire fortemente, dotandoci dei migliori legali e ingegneri, indipendenti che passino al contrattacco, anche legale; e magari pubblicizzando il nostro disagio con acquisti di intere pagine di giornali.

Francesco Del Zotti

Nota 1 : dal sito Sogei ,( https://www.sogei.it/it/sogei-homepage/soluzioni/sistema-tessera-sanitaria.html#07

Dati sanitari da loro gestiti :  Tessera sanitaria, Ricetta elettronica,Anagrafe Nazionale degli Assistiti (ANA), Dati di spesa sanitaria a supporto della dichiarazione dei redditi precompilata, Esenzioni sanitarie per reddito,Certificati di malattia,Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)https://www.sogei.it/it/sogei-homepage/soluzioni/sistema-tessera-sanitaria.html#07

domenica 13 ottobre 2024

Firefox: tu quoque...

I Medici usano i browser e motori di ricerca, anche in ambulatorio davanti ai pazienti. Bisogna essere consapevoli che la navigazione può  profilare la nostra delicata professione e quindi il comportamento e problemi dei pazienti e degli stessi medici. Perciò bisogna usare i browser e motori di ricerca più affidabili

 Ebbene, leggo sull'autorevole sito dell'associazione legale europea NOYB ( Not Your Business) che anche l'indipendente Firefox ha introdotto un trucchetto: "la privacy preserving feature" , che consente a Mozilla-firefox di tracciare il comportamento dell'utente sui siti web.

Insomma bisogna riporre la fiducia in qualche browser e motore di ricerca, ma mai ad occhi chiusi

Io ora preferisco il motore di ricerca duckduckgo ( e Non il profilante motore Google) che è noto per  Non profilare (sino a prova contraria), per ridurre al minimo cookies e spam e che e' presente come App per cellulari sia su Android si sua Apple ;  è anche possibile installarlo come estensione sui principali browser

Un consiglio importante: nelle preferenze andate a *motore di ricerca di default *, scorrete la tendina e scegliete  duckduckgo come motore; lo si puo fare  persino nel browser Google


Francesco Del Zotti

martedì 8 ottobre 2024

SIGNAL uber alles. Inoltre Signal : "piccolo è bello"

Uso, come una minoranza di noi, la Chat  di Messaggistica Signal, invece che quelle più famose di WhatsApp e Telegram

Molti amici mi rimproverano: "perché non vuoi essere con noi. tra piu vasti gruppi di amici e colleghi?"

Be' vorrei rispondere  intanto riprendendo uno stralcio dell' ottimo articolo comparso alcuni gg fa sul Quotidiano Domani 

"Altro che Telegram, il top è Signal. Ecco il vero paladino della privacy"
di Andrea Signorelli Domani, 25 settembre
 
Vorrei estrapolare una frase citata dal giornalista.
"Come segnalato dall'esperto di digitale Vincenzo Cosenza, Signal è l'unica piattaforma che non raccoglie alcun dato sugli utenti. Telegram ne raccoglie 3, WhatsApp arriva a 9 e Messenger addirittura a 14"


Signal offre una crittografia end-to-end e non raccoglie metadati, garantendo la massima privacy nelle comunicazioni. Ricordiamo che sebbene Whatsapp ha la cifratura "end to end", esso conserva i Metadati (ad es chi ha mandato il messaggio a chi; e a che ora) che incrocia   con le altre sue piattaforme  Meta: e cioè Facebook e Istagram 

Anche la Commissione europea ha consigliato ai suoi parlamentari l'uso di Signal per garantire la sicurezza delle comunicazioni.


 Inoltre mentre Meta e telegram sono sotto super-padroni (Zuckerberg, Durov), Signal e' una fondazione etica, presieduta da una professoressa americana che ha collaborato con il cane da guardia delle grandi aziende telematiche, e cioè con l'esperta  nominata da Biden: la signora Kahn). Signal inoltre si avvale di un fondatore geniale: la crittografia end-to-end nasce dalla testa di Moxie Marlinspike, che poi ha dato la crittografia a Whattsapp.

Quanto al fatto che Signal e' molto più piccola delle altre due, non si deve desumere che siamo obbligati per forza a usare la App dei tanti, appartenenti ai chiacchieratissimi Zuckerberg o Durov. Cosi facciamo un favore proprio alle 5 Big (sigla Gafam: Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft).

Io ad esempio uso il motore di ricerca non profilante *duckduckgo*, minoritario rispetto al massiccio uso del motore di ricerca di Google. Ma anche qui se si sta sotto Google poi non bisogna lamentarsi del rischio di venire profilati. E inoltre gli esperti dicono che la qualità delle risposte di Google e' andata peggiorando: Google per questa natura profilante rischia di infarcire la lista delle risposte e  peggiorne la qualità.

Insomma *piccolo e' bello*; e aiutare i piccoli, diversi e indipendenti da certe logiche, li aiuta ad essere meno piccoli

Vorrei concludere dicendo che ritengo   Signal un Sistema di Messaggistica  sicuro ed etico per comunicazioni tra Medici

E la crittografia tra medici (che devono mantenere il segreto professionale ovunque, anche in Rete) e' stata da molti anni auspicata da uno dei massimi esperti di Cybersecurity ( il Prof Anderson di Cambridge).


Francesco Del Zotti

martedì 1 ottobre 2024

Faciloneria uber allles ?

 Nel numero culturale di  questa domenica del Sole24ore, si leggono queste righe di Monsignor Ravasi,  che citano all'inizio un pensiero illuminante di Italo Calvino:


CALVINO: " Puntare solo sulle cose difficili, eseguite alla perfezione, le cose che richiedono sforzo; diffidare della facilità, della faciloneria, del fare tanto per fare. Puntare sulla precisione, tanto nel linguaggio quanto nelle cose che si fanno".

MONS. RAVASI commenta: " Così rispondeva Italo Calvino ad Alberto Sinigaglia che lo intervistava nel 1982. Le sue sono parole spoglie di ornamenti e, proprio per questo, incisive. Lo sono anche e soprattutto oggi, a distanza di oltre quarant'anni, quando la tecnologia sembra aver reso tutte le cose agevoli, comode e apparentemente facili. Ed è così che si scivola nella faciloneria"

Noi medici e noi cittadini-pazienti  siamo sempre più vittime di questa ideologia. Vogliamo come pazienti evitare di andare in ambulatorio? Tutto risolto, con la ricetta dematerializzata. Ma questa soluzione "facile" riduce l'occasione di contatto e prossimità tra medico e paziente. L'andare in ambulatorio per ritirare le ricette ripetute non è solo una perdita di tempo. No, è un'opportunità per il medico di avvisare il paziente (direttamente o attraverso un post-it sulla ricetta cartacea)  che è tempo di  eseguire un esame legato al farmaco, la cui dose dipende proprio da quell'esame.

Vogliamo evitare una visita domiciliare? Nessun problema : inviamo una immagine radiologica o dei nostri esami via WhatsApp e aspettiamo subito dal medico una telefonata "risolutiva".
E così si riducono al lumicino le colonne portanti dal rapporto medico-paziente: le visite in prossimità, in ambulatorio o a domicilio.

Ogni facilitazione e' parente di una idea fuorviante: andare dritti e velocemente verso il bersaglio; così si rischia di sbattere contro il muro. E invece  spesso non  sono le scorciatoie le vie migliori, ma le "allungatoie" che richiedono creatività, il tempo dello studio e dello sforzo richiamato da Calvino

Francesco Del Zotti

domenica 15 settembre 2024

Software in Cloud SENZA estrattori: superati da PC staccati dalla rete e da Cartelle Cartacee

I software donati ai MMG dalle regioni  e svariati software di ditte private sono in Cloud e il più delle volte  Non hanno  estrattori (booleani o sql), mentre questi estrattori  erano sempre  residenti  nei PC e nei software storici,  i cui utenti sono in diminuzione con l' aumento dei MMG pensionati. Penso che una indagine su questo rischio di sub-standard delle cartelle in cloud ( senza estrattori non abbiamo "la scaletta" per scendere nella nostra miniera di dati) sia da intraprendere dalla FNOMCeO, dalle associazioni culturali dei MMG e  dai sinbacati .
Ne' mi sembra ( ma qui chiedo agli ospedalieri) che agli ospedalieri, che usano cartelle legate a grandi server,  siano concessi Audit retrospettivi se non su periodi antecedenti di  breve durata. Per il resto non poche volte devono rivolgersi ai tecnici non medici delle  direzioni sanitarie. 

E ora siamo ad un paradosso: se i software in cloud non mi permettono l'estrazione dalla mia miniera di dati, allora essi rischiano di essere inferiori ai PC senza rete di una volta e alle stesse cartelle di carta se ben custodite (il guru britannico dei GP inglesi, il Dr JT Hart,  pubblicò vari articoli  sul Lancet e BMJ lavorando sui vasti armadi delle sue cartelle cartacee ultra-decennali) . Infatti, i  software in Cloud senza estrattori rischiano sia di compromettere o annullare  i Selfaudit o i Netaudit in gruppo e sia di essere molto più hackerabili: pezzi sempre maggiori delle nostre cartelle computerizzate  finiscono in pochi grandi server di ASL, di ospedali, regioni, tutti  regolarmente hackerati. 

Manager, politici, ingegneri ed informatici e ditte di softwarehouse che promuovono Cloud senza estrattori ( chiediamo almeno quelli booleani; o Booleani ed SQL) potrebbero   stravolgere, senza titolo, la nostra professione e i nostri Audit, sino al loro  rischio di abuso dell' esercizio professionale medico; il che avviene  quando  creano intelaiature che ci costringono ad abbandonare alcune funzioni tipiche della professione, dell'audit e  della ricerca, mediante un uso controverso delle cartelle computerizzate in Cloud. Pen non parlare dell'incremento della tele-burocrazia etero-diretta da tecnici non medici della ASL e regioni.

Eppure, volendolo, si può affrontare la situazione. Nell'ultimo numero della nostra rivista "La qualità e le qualità in Medicina Generale"  leggerete nell'ultimo articolo  la testimonianza dell'Ingegner Piovesan, direttore del software di cartella per MMG "Eumed", in Cloud. Egli dimostra, tecnicamente, che mentre il fornire ai MMG  utenti il modulo SQL può essere rischioso per tutto il Cloud, non vi è serio rischio a fornire l'estrattore Booleano. Noi di Netaudit possiamo testimoniare, che, dopo il nostro invito, Eumed ha realizzato un modulo Boole in 15 giorni. Leggete l'articolo dell'Ing Piovesan nell'ultimo numero di Agosto (ripeto è l'ultimo articolo ) al Link:

https://rivistaqq.org/sito/wp-content/uploads/2024/08/RIVISTA-QQ-2-2024.pdf


Francesco Del Zotti 

mercoledì 4 settembre 2024

No email criptata: costretti alla posta, ma...

In varie occasioni il cittadino pensa di aver pagato un ticket non dovuto, viste le sue esenzioni per patologie. Contatta l'URP della struttura che gli dice di inviare per email o per Pec la documentazione, compresa la lista delle esenzioni per malattia e la copia della carta di identità. 

Evidentemente chi lavora in questi enti forse non sa che le email comuni cosi come la PEC Non sono criptate. Ciò comporta per il paziente il rischio che hacker o agenti infedeli dei propri provider di rete  si approprino di questi delicati dati e operino quindi "il furto di identità" e magari il ricatto al cittadino. 

Vi è un'alternativa : spedire per posta normale questi documenti.  Ma qui inizia una sorta di via crucis: molte tabaccherie, presidi tradizionali delle poste, non hanno i francobolli o hanno solo un formato piccolo di busta; ne hanno il bilancino per calcolare la tariffa del francobollo. Quindi il cittadino deve recarsi alla cartolibreria per comprare la busta giusta e poi all'ufficio postale per pesare e avere i francobolli. 

Tutto ciò mi ricorda ciò  che ci ricordava  il compianto grande antropologo Graeber. Il sistema  postale nacque con una efficienza che faceva gridare al miracolo (ad es sfruttava molto la spedizione " a razzo",per posta pneumatica, in giornata, di molte corrispondenze intubate lungo tunnel sotterranei. Poi pian piano il servizio degradava perché non più sostenuto seriamente dallo stato. La stessa sorte sta capitando alle email: sembrava paradisiaca la possibilità di inviare ad uno o a molti una comunicazione istantanea. Ma dopo qualche decennio dal suo sviluppo ( negli anni '90) le email sono infarcitre di spam; e le email  criptate in Italia sono usate solo da un manipolo di utenti , mentre nella più povera Estonia le email criptate, su dorsali di Stato, esistono da più di 10 anni.  

La beffa e' che nel frattempo anche la posta ordinaria viene pian piano smantellata

Francesco Del Zotti 

mercoledì 28 agosto 2024

Telegram: vanto di indipendenza, ma in genere Non criptata

Già molti anni fa, uno dei massimi esperti di cybersicurezza,  l’ingegnere prof Anderson (della Cambridge University) stimolava i medici ad usare messaggistica criptata, per altro in ossequio al Codice deontologico.

Ebbene le messaggistiche criptate realmente, ove gli organizzatori Non possono leggere i contenuti dei messaggi privati, sono soprattutto Signal e poi WhatsApp.

Molti, quando whattsapp annunciò dei cambiamenti, passarono da WhatsApp a Telegram, che ha l’aura , data da Durov, di App indipendente dagli stati e dalle aziende. In realtà questi molti utenti Non sanno che Telegram Non è criptata di default; lo diviene solo dopo 2-3 manovre, poco conosciute o poco usate dagli utenti

 

Mi sembra importante leggere il commento di Alex Hern sul Guardian del 27 agosto 24 . Egli pone in evidenza una contraddizione di Telegram. Durov attacca Signal e WhatsApp le quali, sebbene criptate, avrebbero, secondo lui , delle backdoor favorevoli agli USA. Tesi tutta da dimostrare, visto che per esempio Signal è una fondazione etica e conserva pochissimi dati, per cui quando la polizia arriva dice, con elementi di fatto, di non poter collaborare. Durov, che non dimentichiamo non è un benefattore ma un miliardario chiacchierato,  invece da' l'illusione ai comuni cittadini di avere una chat superprotetta, protetta  dalla sua totale e vantata indipendenza. La realtà è invece che i server di Telegram, non criptando le chat di molti utenti, incamerano  molti dati sensibili: diventa così più difficile per Durov non collaborare con la giustizia. Tra l’altro, più di Signal e WhatsApp,  Telegram ospita gruppi di assai discussa legalità, senza reale controllo di una piattaforma che ha solo una trentina di tecnici a fronte di 900 milioni di utenti.  E questa pochezza di personale è poco giustificabile, visto che Telegram  incamera introiti  di varia natura. E così Durov alimenta due rischi : l’illusione di segretezza per utenti normali che usano una chat non criptata di default ; ed il rischio di un aiuto  a gruppi illegali. Durov, piuù che parlare della sua *totale indipendenza* deve spiegarci queste contraddizioni plateali.

 

Intanto ai medici e pazienti consigliamo di usare solo chat realmente criptate, di cui una basata su Fondazione etica (Signal); e di adoperarle sapendo che esse comportano dei rischi per i pazienti (si saltano gli incontri de visu tra medici e pazienti) e per i medici (rispondere con  informazioni mediche delicate via chat, sebbene segreta, comporta il rischio dello “scripta manent” e dell’andare contro alcune indicazioni della Commissione ICT della Fnomceo (https://portale.fnomceo.it/i-medici-sui-social-doppio-profilo-no-alle-fake-news-e-cautela-nelle-amicizie-con-pazienti-le-raccomandazioni-del-gruppo-di-lavoro-ict-della-fnomceo/ )

 

Dr Francesco Del Zotti

Già membro della Commissione ICT della FNOMCeO  

martedì 27 agosto 2024

La PEC: le istituzioni sanitarie spesso la sopravvalutano

Per svariate volte autorità sanitarie del Nord Italia hanno richiesto l'invio, per PEC, di delicati documenti di identità ed elenco di esenzioni di malattia, a pazienti che contestavano la non applicazione di una esenzione che, secondo loro, era dovuta. Una paziente ha riferito che una impiegata dell'ufficio direzionale ha detto che la PEC e' sicura anche per inviare fotocopie di carta identità e documenti medici  delicati.
No, non e' cosi. E' meglio inviare il tutto per  posta normale, più sicura, in attesa che le ASL e le aziende ospedaliere abbiano una posta elettronica realmente criptata ( ad esempio Protonmail) 

Ho voluto consultare la IA di google (Gemini)  che mi ha fornito la seguente risposta, che per me è scontata, ma che evidentemente molti in sanità ignorano:
"No, la posta elettronica certificata (PEC) non è equivalente alla posta criptata. Sebbene entrambe le tipologie di posta elettronica abbiano l'obiettivo di garantire un certo livello di sicurezza e affidabilità nella comunicazione, i meccanismi utilizzati e le garanzie offerte sono differenti.
Posta Elettronica Certificata (PEC):
  • Certificazione di invio e ricezione: La PEC garantisce che un messaggio sia stato inviato e ricevuto da un determinato destinatario, fornendo una ricevuta di consegna con valore legale.
  • Identità del mittente: Associa un indirizzo PEC ad una persona giuridica o fisica identificata, garantendo l'autenticità del mittente.
  • Valore legale: I messaggi PEC hanno valore legale equivalente alla raccomandata con ricevuta di ritorno, e possono essere utilizzati come prova in ambito giudiziario.
  • Non necessariamente criptata: La PEC non prevede necessariamente la crittografia dei contenuti del messaggio, anche se alcuni provider possono offrire questa opzione aggiuntiva."

cordiali saluti
Dr Francesco Del Zotti

lunedì 19 agosto 2024

minorenni che manovrano psw registro elettronico di genitori di meno elevato livello di istruzione e sociale

Più volte negli ultimi mesi abbiamo assistito a questo fenomeno: minorenni, fermati dalla polizia per furti o uso di droghe o alcolismo, che risultavano regolarmente assenti e giustificati sul registro elettronico. Semplicemente si erano impossessati delle password dei genitori e le avevano usate sul registro elettronico.

Ciò la dice lunga sulla costruzione di un mondo telematico in cui abbiamo inserito  tutti, presupponendo che ad es tuti i genitori siano dei tiktoker o mezzi hacker. Nessun genitore darebbe il suo portafogli al figlio; ma a quel genitore nessuno ha insegnato che la password per il registro elettronico è più importante e privata del portafogli.

E così aumenta il gap digitale tra genitori di diversa cultura o  classe sociale; e aumentano i rischi per la salute psicofisica delle-dei  nostre-i ragazze-i,  sempre più incontrollate-i    

Francesco Del Zotti


domenica 11 agosto 2024

Paziente "autogestito" con App invece che relazione medico paziente - noticelle sull'importante Libro su neurotecnologia della professoressa Nita Farahany

In queste settimane ho letto un libro che ritengo fondamentale, scritto da una figura inter-disciplinare, la professoressa Nita Farahany “, genetista e con un PHD in filosofia e giurisprudenza. Il titolo è “ The battle for Your Brain: defending the right to think freely in the Age of Neurotechnology” tradotto in italiano nel 2024 da Bollati Boringhieri (“Difendere il nostro cervello” ). Ella ci spiega, citando una miriade di studi, che siamo già nell’epoca in cui, con diversi device, software e app, scienziati, tecnologi, manager politici possono catturare e controllare i nostri pensieri interni, non espressi verbalmente. 
La professoressa subito ci mette in guardia: mentre il diritto internazionale difende la libertà di parola e condanna il suo condizionamento, non vi sono leggi che proteggono il diritto a non farsi carpire il pensiero interno, non espresso. Magari uno di noi pensa di bastonare un politico ; ma lo pensa solo e non agisce. Ma se si carpisce questo pensiero di un soggetto poi magari si trova il modo di punirlo. Sono almeno dieci anni in cui la scienza ha prodotto sviluppi a volte miracolosi o sconcertanti in questo settore, che non vanno di pari passo con la difesa del diritto a pensare quello che ci pare. Invito a leggere il documentatissimo saggio. 

Qui, comunque, mi preme discutere una idea in parte sua , che riprende anche quella del famoso prof Topol. Vi sono app che consentono al paziente di monitorare la nerurobiologia dei propri pensieri, umore (ad es depressivo o ipomaniacale) e persino il grado di disturbo cognitivo para-alzheimer. La professoressa nel libro dichiara a pag 99 una frase che mi ha colto di sorpresa e mi ha stimolato perplessità ( vedi pag 98 dell’edizione italiana) “Ma è proprio il caso di ricevere le “cattive notizie» da un esperto come un medico? Non sarebbe meglio convogliarle tramite qualcuno formato all'empatia e alla compassione? Oppure lasciar decidere ai pazienti se vogliono scoprire le cose da soli, mediante un'app sullo smartphone collegata al diapositivo?” Il messaggio della professoressa Nita viene poi da lei rinforzato dalla citazione, alla pagina successiva, di quanto sostiene l’autorevole e famoso medico USA prof Topol: " Secondo Topol l' idea che i medici debbano trattare con sufficienza i pazienti e decidere se rivelare loro certe informazioni, e in quale misura, risale addirittura al 2600 a.C. ed è sopravvissuta fino ai giorni nostri. L'attuale asimmetria informativa viene descritta in questi termini: I medici hanno tutti i dati, le informazioni e la conoscenza. I pazienti possono rimanere passivi, continuando a ignorare le proprie informazioni sanitarie, oppure, se scelgono di essere attivi, tipicamente devono chiamare più volte o pregare per ottenere i dati riguardanti la propria condizione»" 


In questi passaggi dell'autrice e del prof Topol si celano due gravi rischi: a) ignorare i sempreverdi insegnamenti di Ippocrate (vissuto 2500 anni fa, molto vicini ai 2600 citati da Topol) che pone al centro dell'azione del medico la sua indipendenza, disinteresse e il rapporto di fiducia legato al segreto professionale; b) ignorare che le App che i pazienti userebbero per la loro "autodeterminazione" Non sono costruiti da loro, ma da aziende private o pubbliche che tendenzialmente rischiano di tradire i messaggi ippocratici, perché in genere accumulano dati privati e segreti di masse di pazienti, per poi diffonderli o analizzarli incuranti sostanzialmente di quei due grandi vincoli che ogni medico deve seguire: indipendenza e rapporto fiduciario basato sul rispetto del segreto professionale. In sintesi il mio forte disaccordo è sul lasciare crescere questa presenta autonomia della diade App-Paziente, al posto della diade medico-paziente.

mercoledì 7 agosto 2024

la Bic non influenzava gli scolari come i cellulari

L'11 luglio la interessante trasmisssione Radio "tutta la citta' ne parla" ha discusso l'uso di cellulari nella scuola e i frequenti divieti. Diversi esperti si sono detti scandalizzati da questa limitazione di uso. Non entro nel merito dell opportunita' degli obblighi, ma mi preme notare che buona parte degli esperti ha quasi paragonato questa limitazione alla sottrazione della bic e della scrittura, ironizzando loro sulla profezia di Platone che condanno' la scrittura come quasi assassinio della memoria. In realta' costoro non hanno parlato dell' elefante nellla stanza: la bic non ha influenzato il mio pensiero e azioni momento per momento. Mentre i cellulati ed i loro padroni ( Gooogle-android e Iphone-apple) sono intrusivi 24 ore al di', con probabile danno alla salute mentale degi studenti, non adulti. Ho tentato di far arrivare questo diverso messaggio via email alla trasmissione. Ma la email non funzionnava. Se telefoni o invii un whattsapp magari ti ascoltano. Mentre la mia email e' tornata indietro, e ho il sospetto che questo non funzionamento delle semplici email dipenda dalla trasmisssione. Insomma , a scuola o per partecipare a trasmissioni Rai ho hai whattsapp funzionante eternamente o devi solo subire la lezione sulla irreversibilita' del mondo controllato urbi et orbi dai cellulari e dai loro padroni feudali Francesco Del Zotti

lunedì 29 luglio 2024

S-fascicolo sanitario regionale

Per una parente in ferie in altra regione, chiediamo una ricetta ripetuta al suo medico. Egli la invia sul fascicolo sanitario regionale. Problema: il farmacista Non riesce a leggere i fascicoli di altre regioni. L'unica soluzione è inviare il pdf completo tramite email commerciali ed in particolare la onnipresente Gmail, la cui giurisdizione è USA e fuori dal GDPR Ma non ci avevavano raccontato la favola del Fascicolo sanitario sicuro, nazionale ed europeo? Francesco Del Zotti

lunedì 22 luglio 2024

Microsoft ci regala un inconscio "aggiornato"

 Con il crash mondiale dovuto a seri difetti dell'aggiornamento del software di cyber-sicurezza CrowdStrike ( legato all'onnipresente  Microsoft) , ormai ognuno di noi non può più far finta di nulla 

I nostri ex-Personal computer sono sempre più, negli ultimi anni, dipendenti da colossi come Microsoft e come Crowdstrike  o come vari altri padroni del cosiddetto  Gafam (Google, Amazon, Facebook, Apple,Microsoft). Ogni giorno, senza che ce ne accorgiamo, Lorsignori decidono di "aggiornare" parte del nostro software e magari prelevare (loro dicono per solo controllo di qualità . Sarà vero ?) parte dei nostri dati personali e che magari riguardano i nostri pazienti. Insomma ci stanno inoculando un inconscio "aggiornato", costituito da loro componenti decise per noi, inconsapevoli.

Emergono ora nei vari esperti e commentatori allarmi che alcuni di noi lanciano da anni (io ,ad es, l'ho fatto in varie sezione del mio libro).  Il primo è quello dell'allontanamento della telematica sanitaria dalla pratica scientifica e dalla good clinical  practice, seguita per decenni ad es dalle aziende areo-nautica e farmacologica. Essa include:

a) Fase pilota su sezioni ristrette della Rete e con l'aiuto di tester, che valutino i difetti, prima di lanciare in grande scala un nuovo intervento. In questo caso sembra che  l'aggiornamento sia stato lanciato, senza test pilota,  su TUTTI i pc dotati di microsoft.

b) la necessità di avere una via alternativa al possibile blocco della Rete, oramai sempre più vicino:  sia a causa dell'acefala interconnessione di tutti i sistemi; sia per le cyberguerre (tra cui attacchi ai cavi sottomarini); sia per la possibile azione massiccia di attività solare ( ad es. un anno fa il sole ha bruciato, per attività superiore al normale, in un sol colpo 40 dei 49 satelliti della Starlink di Musk)
Tale necessità è ancora più importate in campo medico

c) la diffusione dei Cloud (che non sono una manna caduta dal cielo, ma solo i server di qualche padrone) resa appetibile anche a molti medici per via della riduzione di responsabilità e di costi di backup e antivirus ( delegati a chi ha il cloud).  Ma nello stesso tempo i Cloud facilitano la concentrazione dei dati in pochi server attaccabili agevolmente o da un errore (come in questo caso) o da hacker malevoli, in crescita costante.

Prima per un hacker era difficile attaccare le migliaia  di studi medici, tutti  con il loro personal computer e  con il loro server ed il loro antivirus. Ora per gli hacker è un gioco da ragazzi hackerare dati molto sensibili, ora che tutti i nostri dati finiscono, tramite cloud,  alle aziende tipo Microsoft o del Gafam o ai pochi server regionali, o ai pochi server centrali dei programmi di cartelle in cloud. Con l'aggravante che questi programmi in Cloud in genere Non consentono più nostre ricerche (ad es  nostri Netaudit,  www.netaudit.org  ) perché in genere sprovvisti degli essenziali estrattori booleani o SQL.

 E' ora di ripensare a come gestiamo la sanità in rete. Forse è necessario proporre il lancio di   micro-reti, gestite direttamente dai MMG e da tecnici realmente indipendenti dai Cloud e dal GAFAM;  microreti  bene autonome e separate da questa inter-connesssione--abbraccio mortale con TUTTA le Rete 

Insomma reti più rispettose di Ippocrate e meno obbedienti al "capitalismo della sorveglianza", titolo del fondamentale libro della sociologa Zuboff.

Francesco Del Zotti , 21 Luglio 24

 

giovedì 11 luglio 2024

mia Lettera su quotidiano "Domani"

Serve più attenzione alla salute sociale Francesco Del Zotti, Verona

lettera comparsa sul Quotidiano "Domani" oggi 11 Luglio 2024 Presto sempre molta attenzione agli articoli ben documentati del Dr Casadio, ma il pezzo sui social dell'8 luglio mi ha lasciato perplesso. Nel titolo si parla genericamente di social, mentre sarebbe più opportuno adoperare la dizione "aziende dei social". Inoltre, spesso si occlude una discussione scientifica con il tappo di una citazione di un unico articolo di alcune super riviste (nota mia aggiunt alla lettera: il dr Casadio qualche giorno prima ci aveva informato di un articolo su "Nature" che contraddiceva altri studi che mostrerebbero aumento di disturbi psichiatrici nei giovani che usano i social) . I danni antropologici e sociologici da social gratuiti, veri cavalli di Troia, sono talmente evidenti da non meritare raffinatezze scientifiche. Ognuno di noi può svolgere ricerche sul campo. Sarebbe sufficiente andare in treno o in un ristorante per osservare immediatamente le distorsioni plateali della comunicazione inter-umana, provocate dal binomio degli onnipresenti padroni dei cellulari e dei social. Vi sono poi testimonianze dirette, ad esempio quelle degli adolescenti che dopo l'uso di app per abbellirsi il viso, si rivolgono al chirurgo plastico per essere uguali all'immagine modificata da tale app proprietaria. Probabilmente questo fenomeno non andrà ad influire sulla frequenza di suicidi o schizofrenie o altro, ma nessuno può negare che queste macroscopiche modifiche della nostra vita sociale alterino la nostra salute. Non a caso l'Organizzazione mondiale della sanità include la salute sociale come una delle tre componenti fondamentali del nostro benessere.

riprendiamo QualiReti e forniremo aggiornamento bi-settimanale

 Dopo lunga interruzione e dopo aver inviato (per altra via: Mailpro , con titolo simile "QualiReti" ) alcune newsletter, riprenderò i commenti e le "pillole di navigazione consapevole" in questo blog, con una frequenza indicativa di due volte a settimana

E' un blog moderato e per commentare bisogna iscriversi

Buona Lettura

Francesco (detto "Franco) Del Zotti - 11 luglio 24