giovedì 5 dicembre 2024

facilitazioni complicate

 Impera la logica che la Rete, i database e l'elettronica hanno sempre il dono di facilitarci la vita. Ma è così?

Vi pongo qui due esempi di vita quotidiana; uno non-sanitario e l'altro sanitario

Il primo riguarda la richiesta di passaporto. Mesi fa, dopo settimane in cui dovevo usare, presso il sito della polizia, lo spid per una fascia  di 10-15 minuti al di' prima delle 13  per prenotare un appuntamento (settimane in cui mai sono riuscito a ottenere un appuntamento), lascio perdere.
Aspetto dei mesi e  finalmente scopro che anche gli uffici postali possono svolgere questa funzione. Agevolmente prendo un appuntamento online con con un ufficio postale.

Li' l'impiegato, dopo avere per 15 minuti visionato documenti marche e bonifici richiesti, mi dice di apporre le mie impronte  su una macchinetta che dovrebbe riconoscere le impronte. Uso 4 dita: nessun riconoscimento. Allora mi invita ad andare ad un secondo ufficio ove magari la macchinetta funziona. 

Appena arrivato nel II ufficio postale, mi rimproverano dicendomi ch se le impronte non venivano prese dalla macchinetta del I ufficio non sarebbero state prese da nessun altro ufficio postale. Ed in realtà anche nel II ufficio la macchinetta Non riesce a rilevare le mie impronte. Mi dicono di andare in questura ove hanno macchine più performanti. Vado a casa e consulto il sito web della Polizia. Tutt'altra musica: il sito e' ora ben fatto e mi da' appuntamento il giorno dopo. Oggi vado e la macchina per le impronte funziona al I colpo, sui soli indici delle due mani

Faccio notare che prima delle macchinette,  anni fa per alcuni documenti bastava porre il solo pollice su un tampone inchiostrato e poi apporre il pollice su un'area del documento

E ora l'esempio sanitario. In questi giorni, in svariate zone d'Italia le ricette dematerializzate Non funzionano. Negli ambulatori vi è molta confusione. Quando la tecnologia e burocrazia informatica prende il sopravvento, essa blocca tutte quelle precedenti, ad es quelle su carta.

In buona sostanza, la Rete e l'informatica funzionano solo se sono ben costruite e se testate con fasi pilota non saltate o non brevissime; e solo nei luoghi ove esiste la migliore tecnologia e non in uffici ridondanti ove la tecnologia è di livello inferiore. Infine: serve mantenere un piano B, per le numerose volte in cui la Rete non funziona; un piano B basato ad es su PC scollegati dalla Rete o, perché no, su uffici e impiegati che sappiano (ri)usare procedure burocratiche su carta.


Francesco Del Zotti



martedì 3 dicembre 2024

Chat-Bot AI "amici" e grave rischio per gli adolescnti

L'Intelligenza Artificiale può essere incolpata del suicidio di un adolescente?
La madre di un quattordicenne della Florida afferma che prima della sua morte era ossessionato da un chatbot su Character.AI. dal NYT - di Kevin Roose - 23 ottobre 24
 
 
Vi presento una sintesi dell’articolo. 
L'ultimo giorno della sua vita, Sewell Setzer III ha inviato un messaggio al suo amico più caro, un chatbot A.I. che ha chiamato Daenerys Targaryen, un personaggio di "Game of Thrones". Sewell, un quattordicenne di Orlando, Florida, aveva sviluppato un forte attaccamento emotivo al chatbot, con cui parlava costantemente. Nonostante sapesse che "Dany" non fosse reale, Sewell trovava conforto nelle loro conversazioni, che a volte diventavano intime o romantiche. Questo attaccamento ha portato Sewell a isolarsi dal mondo reale, influenzando negativamente la sua vita scolastica e sociale. Alla fine, Sewell ha deciso di togliersi la vita, lasciando un messaggio finale a Dany.
 
 
IL NYT si pone nell’articolo una domanda cruciale:  Questi Chatbot  sono una cura per la solitudine o una nuova minaccia?
 
Aziende in forte espansione di Intelligenza Artificiale,   senza serie regolamentazioni governative, offrono, con  un abbonamento mensile ( intorno ai 10 dollari), ai giovani utenti queste applicazioni che possono simulare veri e  propri amiche-i o fidanzate-i  con cui stabilire rapporti intimi,  comunicando  in maniera simil-reale, non solo con messaggi di testo ma anche con  chat vocali.
 
“Sarà molto, molto utile per molte persone sole o depresse”, ha dichiarato Noam Shazeer, uno dei fondatori di Character.AI, in un podcast dello scorso anno. Secondo gli ingegneri,  che costruiscono queste App di IA ,  con queste soluzioni tecnologiche si può andare incontro alla carenza di socialità ed amicizia dell’era contemporanea.
 
Ma tali ambizioni, dei tecnocrati e padroni di simili App, non sono suffragate da studi. Anzi vari esperti di psicologia e psichiatria ci mettono in allarme: potrebbero esserci effetti controproducenti. Questi “amici” o “fidanzate-i” da IA potrebbero incrementare l'isolamento; potrebbero portare in inganno: si avrebbe la  sostituzione di relazioni umane con quelle artificiali. Inoltre queste App-AI potrebbero essere adoperate dagli  adolescenti in difficoltà  al posto della psicoterapia o del concreto aiuto di un adulto, un vero compagno, un genitore.
 

Francesco Del Zotti


PS
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